

Una delle surreali vignette di Giovannino che crea maggiori problemi ad autore, giornale ed editore effigia un timido tigrotto salgariano, che si ritrae dalla battaglia dicendo: «...Sono di Gallarate». Il podestà insorge perentoriamente, ricordando i molti eroi della cittadina!
Lo spirito guareschiano non è tanto quello di un oppositore, quanto quello di un disincantato fustigatore del trionfalismo dell’epoca.
L’umorista anteguerra


Nel luglio del 1936, in servizio come sottotenente a Villa Minozzo, riceve l’invito di Andrea Rizzoli ad arruolarsi con il Bertoldo, il settimanale umoristico che dovrà rivaleggiare con il celebre bisettimanale Marc’Aurelio. A dirigere la nuova testata sono Vittorio Metz e Giovanni Mosca, transfughi proprio dal Marc’Aurelio, e vi lavorano tra gli altri Carletto Manzoni, Giaci Mondaini, Marcello Marchesi, Walter Molino: il gotha dell’umorismo italiano

«Ho una sola arma contro la retorica, un’arma giocattolo che però può fare paura: l’umorismo».
G.G.




