

G2G
Giovannino ai giovani
"Non muoio neanche se mi ammazzano."

L'umorista anteguerra

-
Già prima della guerra Giovannino, all’anagrafe Giovannino Oliviero Giuseppe, è un giornalista celebre. Dopo le prime esperienze avute nella natia terra parmense, è a Milano che comincia la sua grande vita professionale. Nel luglio del 1936, in servizio come sottotenente a Villa Minozzo, riceve l’invito di Andrea Rizzoli ad arruolarsi con il Bertoldo, il settimanale umoristico che dovrà rivaleggiare con il celebre bisettimanale Marc’Aurelio.
-
La prima, quella anteguerra, riguarda l’umorista tout-court de La scoperta di Milano, Il destino si chiama Clotilde, Il marito in collegio e del Bertoldo.


L'Internato 6865
-
Comincia così a combattere una guerra senza armi ma non meno rischiosa, tanto che su 650 mila cosiddetti Imi, gli Internati militari italiani, i morti saranno circa 50 mila. Diventa un “resistente bianco”, il numero 6865, compiendo un calvario che si protrae dal settembre 1943 all’aprile 1945, passando per vari campi di concentramento di Germania e Polonia: Bremerworde, Sandbostel, Czestochowa, Benjaminovo e Wietzendorf.
-
"Non muoio neanche se mi ammazzano” diventa il motto dei compagni, con i quali anima iniziative come la Regia università di Sandbostel e, nello stesso campo, una radio intitolata alla fidanzata di un internato: “Caterina fu realizzata dal nulla intorno a una valvola introdotta nel campo all’interno della borraccia del Ten. Martignago. Tutto il resto fu raccolto nella miseria del lager"

Il candido
-
Al rientro – sempre dietro proposta dei Rizzoli – fonda e dirige il Candido, che diviene il più importante settimanale di satira politica. Nel ’46 sostiene la campagna in favore della monarchia al referendum istituzionale. È un opinion-leader riconosciuto, uno dei più severi critici del partitismo e il più noto scrittore anticomunista.
-
Anche se Candido, in realtà, sarà soprattutto il giornale di Guareschi. Si può dire anzi che Candido “è” Guareschi, per quanto inizialmente al timone gli sieda accanto Giovanni Mosca, che manterrà la condirezione fino al 1950, con Giaci Mondaini come vice; e per quanto la gerenza del giornale non sia certo da meno della precedente come qualità e quantità.

Mondo Piccolo
-
I libri del Mondo piccolo sono venduti in decine di milioni di copie, tradotti in tutto il mondo, incluso l’Est comunista, da cui sono tratti film il cui successo prosegue a decenni di distanza. Un successo che ha però contribuito a generare un equivoco paradossale: il fraintendimento del messaggio politico di GG, l’edulcorazione del suo contenuto culturale, la sottovalutazione del suo importante ruolo storico.
-
La nascita di Mondo piccolo avviene in modo del tutto casuale, il 23 dicembre 1946, quando Guareschi, in ritardo con la tipografia, vi trasferisce il primo racconto, originariamente scritto per Oggi.
-
Il Mondo piccolo è riconoscibile da qualunque latitudine poiché rappresenta un luogo dell’anima. Come si legge nei racconti stessi, è un “piccolo paese che dovrebbe essere grande come il mondo” e che “non è in nessun posto fisso”, come “un puntino nero che si muove”.


L'altro Lager


-
Nel ’53 finisce in carcere, a causa della sommatoria tra le condanne per diffamazione relative alla pubblicazione di un articolo sul leader della Dc, Alcide De Gasperi, e di una vignetta sul presidente della Repubblica, Luigi Einaudi.
«Preferirei essere condannato dalla giustizia e assolto dalla mia coscienza piuttosto che il contrario». - GG
-
«Non mi pesa la condanna ma il modo» scrive durante la detenzione, dicendo di avere «ritrovato nella mia vicenda carceraria una stupefacente analogia con l’altra del Lager». Anzi, di avere «sofferto più in questi dieci mesi di galera italiana che in due anni di lager tedesco». San Francesco resterà per lui «l’altro lager». Il peggiore.

Non solo Don Camillo

-
Guareschi non è solo Don Camillo, è un intellettuale civile.
-
Si ribadisce il diritto-dovere di inserire GG nel percorso storico e letterario del ’900 italiano, e quanto spesso la sua narrativa e il suo giornalismo anticipino i tempi di qualche decennio, proponendoci contenuti, idee, spunti, provocazioni che oggi non sono soltanto attuali come ieri: lo sono di più.

Attraverso attività di monitoraggio, coordinamento e dialogo con le istituzioni europee, la Struttura di Missione supporta le amministrazioni pubbliche nella realizzazione di progetti legati a digitalizzazione, innovazione, sostenibilità, infrastrutture, istruzione, inclusione sociale e salute.
Il portale ufficiale mette a disposizione notizie, documenti, linee guida e aggiornamenti dedicati allo stato di avanzamento del PNRR, offrendo un punto di riferimento istituzionale per cittadini, enti pubblici e imprese.


